Valle dei Templi - Foto di Simona P. Punto e a Malta - All Rights Reserved

Agrigento – Un giorno alla scoperta delle meraviglie

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Quest’anno mi è capitato di andare ad Agrigento ben due volte, una per motivi di lavoro ? e una perchè, dopo averla vista, ci son voluta tornare in vacanza! ?

Conosciuta col nome di Akragas (Ἀκράγας), la città vanta antiche origini (580 a.C. circa). Fu sede di vari popoli che trattenevano relazioni commerciali con Egei e Micenei, ma nel v secolo (dopo le Guerre Puniche) venne conquistata dai Romani e il suo nome cambiò in Agrigentum. Successivamente, cadde sotto il dominio arabo e ricambiò nome (di nuovo!) in Kerkent. Infine, nel 1089 fu conquistata dai Normanni, che la ribattezzarono Girgenti, nome che mantenne sino al 1927 quando fu rinominata (ancora!!) con il toponimo attuale.

È nota come Città dei templi per la sua distesa di templi dorici dell’antica città greca posti nella cosiddetta Valle dei Templi, inserita, nel 1997, tra i patrimoni dell’umanità dall’UNESCO. ???

LA VALLE DEI TEMPLI

La Valle dei Templi è caratterizzata dai resti di ben dodici templi in ordine dorico, tre santuari, una grande concentrazione di necropoli (Montelusa; Mosè; Pezzino; necropoli romana e tomba di Terone; paleocristiana; Acrosoli); opere idrauliche (giardino della Kolymbetra e gli Ipogei); fortificazioni; parte di un quartiere ellenistico romano costruito su pianta greca; due importanti luoghi di riunione: l’Agorà inferiore (non lontano dai resti del tempio di Zeus Olimpio) e l’Agorà superiore (che si trova all’interno del complesso museale); un Olympeion e un Bouleuterion (sala del consiglio) di epoca romana su pianta greca. Le denominazioni dei templi e le relative identificazioni, tranne quella dell’Olympeion, si presumono essere pure speculazioni umanistiche, che sono però rimaste nell’uso comune. ?

Insomma, chi più ne ha, più ne metta! ?

In realtà, camminando per quelle antiche vie, ci si meraviglia di come tutto questo possa essere ancora lì, in piedi, di come possa sfidare lo scorrere del tempo. Ovviamente, il catanese moooolto paziente ha dovuto sopportare soste infinite, in attesa che io scattassi le mie solite foto e centrassi l’inquadratura che più mi soddisfaceva. ??

Agrigento - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
Tempio della Concordia – Agrigento – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

Innalzato intorno al 430 a.C., il Tempio della Concordia deve il suo nome al ritrovamento nei paraggi di un’iscrizione latina con dedica alla concordia degli agrigentini che in realtà non presenta altri legami con esso.

Sorprendente, vero? ?

Tempio di Giunone - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
Tempio di Giunone – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

Il Tempio di Giunone fu costruito nel V secolo a.C. e incendiato nel 406 dai Cartaginesi. Era il tempio in cui di solito si celebravano le nozze.

Inutile dire che anche il panorama che si gode dalla Valle dei Templi è davvero unico ed emozionante. ?

Valle dei Templi - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
Valle dei Templi – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

Sempre all’interno del parco, troverete anche un’altra attrazione, Villa Aurea,risale all’ottocento dove visse l’inglese Alexander Hardcastle, dal 1925 al 1932.
Fu lui che finanziò la ricostruzione delle otto colonne del Tempio di Eracle (Ercole).
Diventò cittadino onorario di Agrigento e fu sepolto nel cimitero di Agrigento seguendo il suo desiderio.

illa Aurea - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
illa Aurea – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

Ovviamente, la villa è aperta al pubblico. Ingresso gratuito. ??

?Per ulteriori informazioni sulla Valle dei Templi, cliccate qui?

IL GIARDINO DELLA KOLYMBETRA

Il giardino della Kolymbethra (termine greco che indica un tipo di piscina utilizzata in età romana per giochi acquatici) è un sito archeologico di grande rilevanza naturalistica e paesaggistica, ubicato in una piccola valle nel cuore della Valle dei Templi. Nel 1999 la Regione Siciliana lo affidò in concessione gratuita al Fondo Ambiente Italiano (FAI) per un periodo di 25 anni, ponendo fine alla situazione di abbandono in cui era caduto negli ultimi decenni del Novecento; in seguito a ciò è divenuto uno dei luoghi di interesse archeologico/naturalistico di grande importanza a livello territoriale e nazionale. ???

Il restauro vegetazionale e strutturale organizzato dal FAI permette la visita al Tempio di Efesto, oltre alla scoperta di alcuni ipogei.

Giardino della Kolymbetra - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
Giardino della Kolymbetra – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

In questo caso, permettetemi di spendere qualche parola in più sotto il profilo storico.

La fonte storica più attendibile sulla Kolymbethra è Diodoro Siculo. Nei libri XI e XIII della Bibliotheca Historica, infatti, vengono descritti i lavori di ristrutturazione della città promossi dal tiranno Terone subito dopo la Battaglia di Himera (480 a.C.) e le caratteristiche principali della piscina.

“… una grande vasca…del perimetro di sette stadi… profonda venti braccia… dove sboccavano gli Acquedotti Feaci, vivaio di ricercata flora e abbondante fauna selvatica…”
(Diodoro Siculo, Bibliotheca Historica, libro XI, 25, I secolo d.C.)

Nello stesso periodo in cui venne costruita la Kolymbetra, si poterono costruire, grazie all’ausilio di molti schiavi catturati in battaglia, i famosi templi akragantini e gli ipogei, ovvero gallerie artificiali con la funzione di raccogliere le acque che trasudavano da un tipo di roccia porosa, la calcarenite, e di convogliarle, tramite un sistema di cunicoli, dalla collina verso il bacino della Kolymbetra, alimentando costantemente la piscina. Il giardino, oltre ad essere un luogo di villeggiatura per i tiranni akragantini, era anche un luogo d’incontro per tutti gli abitanti della città: qui si ritrovavano, infatti, le donne per lavare i panni e chiunque volesse rinfrescarsi tra le acque limpide della piscina. ?

Un secolo dopo la Battaglia di Himera, lo stesso Diodoro Siculo afferma che la vasca fu interrata e trasformata in orto, diventando così una ricca area coltivabile. La presenza degli ipogei, la cui funzione originaria venne adattata all’uso agricolo, risultò fondamentale; l’acqua convogliata da questi acquedotti, infatti, alimentava una piccola vasca o “gebbia, situata accanto allo sbocco di un ipogeo, che serviva per irrigare il giardino.

Questo sistema funziona ancora oggi, mantenendo coltivabile il terreno. ???

?Per ulteriori informazioni sul Giardino di Kolymbetra, cliccate qui.?

LA CASA DI PIRANDELLO

Ma Agrigento non vuol dire solo templi e colonne, infatti, tra le varie cose, è anche il luogo di nascita di uno degli scrittori italiani più noti del 900, Pirandello. Se avete voglia di visitare la casa in cui è nato, allora dovete recarvi qui.

Casa di Pirandello - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
Casa di Pirandello – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

Si tratta di una costruzione rurale di fine Settecento, posta in una contrada di campagna, presso Agrigento, denominata “Caos“, un altopiano a strapiombo sul mare, punteggiato da ulivi e querce. In essa la famiglia Pirandello si era rifugiata per sfuggire alla grave epidemia di colera che nel 1867 imperversava in tutta la Sicilia. Danneggiata nel 1944 dallo scoppio del vicino deposito di munizioni delle truppe americane, venne nel 1949 dichiarata monumento nazionale. Tre anni dopo la Regione Siciliana l’acquistò e diede inizio ai lavori di restauro e sistemazione della casa e della stradella di collegamento con il pino.

Casa di Pirandello - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
Casa di Pirandello – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

Percorrendo un vialetto attraverso la campagna in prossimità della casa si arriva ad un pino pluricentenario (in realtà il pino originario si è deteriorato, ma un altro pino è stato piantato in sostituzione e cresce rigoglioso). Sotto questo grande albero Pirandello amava soffermarsi a pensare, a dipingere, a riposarsi, a scrivere agli amici. Ed è qui che ha voluto essere sepolto, secondo le sue ultime volontà, esaudite con la cerimonia della traslazione delle ceneri del 10 dicembre 1961. E’ una sepoltura semplice. Un cippo di pietra raccolto dalla Rupe Atenea e ritoccato dallo scultore Marino Mazzacurati ospita l’urna con le ceneri del Maestro, tra fiori di campo e agavi.“… sia l’urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti dove nacqui”. ??

Stradella del Pino - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
Stradella del Pino – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

C’è sempre una frase di Pirandello che mi ronza in testa e che trovo un esempio di vita che ognuno di noi dovrebbe tenere a mente: “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti“. Eh beh…si…è una di quelle cose che potrei definire una verità universale, non soggettiva, un dato di fatto.

?Per ulteriori informazioni sulla Casa Natale di Luigi Pirandello, cliccate qui.?

LA CHIESA E IL MONASTERO DI SANTO SPIRITO

Girando per le vie di Agrigento, io e il catanese siamo finiti anche alle porte della Chiesa e del Monastero di Santo Spirito fondati dalla famiglia Chiaramonte il 27 Agosto 1299.

Chiesa di Santo Spirito - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved

Chiesa di Santo Spirito – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

Per la storia e ulteriori particolari, vi invito a visitarlo di persona. All’ingresso troverete una signora gentile che vi fornirà di opuscoli e vi accompagnerà nelle varie zone (spesso chiuse a chiave e custodite gelosamente?). La cosa che ho apprezzato di più è il chiostro interno, pieno di sole e vegetazione, ma ovviamente incredibili le strutture e i soffitti.

Chiesa di Santo Spirito - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
Chiesa di Santo Spirito – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

Sempre all’interno del monastero, troverete anche un Museo delle Arti e dei Mestieri, ricco di strumenti antichi e affascinanti per ricordare di come un tempo tutto fosse lavorato rigorosamente a mano, con sapienza e molta pazienza! ?

All’interno del monastero si preparano anche i tipici dolci siciliani, prenotatili anche online.

?Per ulteriori informazioni sulla Chiesa e sul Monastero di Santo Spirito, cliccate qui?

IL CENTRO STORICO

Ma Agrigento è bella anche per le sue vie, per il centro storico, per i palazzi in pieno stile barocco siciliano.

Municipio di Agrigento - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
Municipio di Agrigento – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

Personalmente, alloggiavo in un B&B che si trova lungo la passeggiata e , quindi, vi raccomando anche questo tratto di strada che precede il centro storico, da cui si gode di una vista mozzafiato (per non parlare dei vari baretti in cui deliziarsi di dolciumi e quant’altro!). ?

Passeggiata Agrigento - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
Passeggiata Agrigento – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

Una delle cose che mi ha particolarmente colpito di Agrigento è la gentilezza e i modi quasi di altri tempi degli Agrigentini. Non ho mai visto persone così cordiali tra di loro, ormai abituate a salutarsi sempre per le vie o ad avere ancora quel rapporto quasi parentale con i bottegai. Eh si, perchè anche se questa città (come tutte) possiede una parte più moderna, con grandi ipermercati, ha mantenuto nel cuore più antico e autentico le vecchie botteghe di una volta, con i loro scaffali datati, i pochi prodotti esposti (niente multimarche), con il libro contabile accanto alla cassa che racchiude i conti aperti dei clienti più affezionati. Io non so voi, ma trovo tutto ciò davvero positivo. ?

LA SCALA DEI TURCHI

A poca distanza da Agrigento, esiste quella che per me si è rivelata una delle creazioni naturali più belle al mondo, la Scala dei Turchi.

Scala dei Turchi - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
Scala dei Turchi – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

Si tratta di una parete rocciosa (falesia) che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, in provincia di Agrigento. È diventata nel tempo un’attrazione turistica sia per la singolarità della scogliera, di colore bianco e dalle peculiari forme, sia a seguito della popolarità acquisita dai romanzi con protagonista il commissario Montalbano  ?scritti dallo scrittore empedoclino Andrea Camilleri ??, in cui tali luoghi vengono citati paese del commissario, da inquadrare con Porto Empedocle.

Scala dei Turchi - Foto di Simona P. - Punto e a Malta - All Rights Reserved
Scala dei Turchi – Foto di Simona P. – Punto e a Malta – All Rights Reserved

Se decidete di recarvi qui, preparate lo sguardo a vere e proprie meraviglie.

I giorni trascorsi ad Agrigento sono stati impegnativi sotto il profilo lavorativo, ma devo ammettere che la città ha saputo ricambiare con doni impagabili: la gentilezza dei suoi abitanti, i panorami che scaldano il cuore, il buon cibo, la meraviglia di un mondo antico che appartiene alla dimensione dei sogni. ?

Visitate Agrigento, perché ne vale la pena ❤️

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